Perché e come ho lasciato andare alcuni prodotti
Negli ultimi anni il mio rapporto con la cosmesi è cambiato profondamente. Non solo per una maggiore attenzione alla sostenibilità, ma anche perché ho iniziato a chiedermi cosa mi serve davvero e cosa, invece, usavo solo per abitudine.
Dopo aver condiviso i prodotti che riacquisto sempre e i top sostenibili 2025, mi sembra naturale completare il cerchio parlando di quelli che non acquisto più.
Non perché siano “sbagliati”, ma perché nel mio quotidiano hanno perso senso o coerenza con le scelte che sto portando avanti.
Non è stato un taglio netto, né tantomeno immediato.
Alcuni prodotti li ho eliminati senza accorgermene, altri con più fatica e alcuni restano ancora eccezioni consapevoli.
Ed è proprio questo che voglio raccontare. Un percorso reale, fatto di tentativi e aggiustamenti. Sostenibili, soprattutto per me.
I prodotti che non acquisto più e perché
Gel doccia, shampoo e balsamo liquidi
Ormai scelgo sempre i solidi.
La motivazione principale è pratica prima ancora che sostenibile:
- durano di più
- occupano meno spazio
- non generano vuoti in plastica.
All’inizio ero scettica e sono tornata indietro. Poi, capendo come gestirli davvero, ho continuato in questa direzione.
Questo mi ha permesso di eliminare completamente shampoo, balsamo e gel doccia liquidi dalla routine quotidiana.
Restano solo rarissime eccezioni, legate a qualche test di prodotti inviati o esigenze specifiche, ma non sono più acquisti abituali.
Scrub viso e corpo meccanici
Un tempo li amavo, oggi non li acquisto più.
Per il viso mi affido ancora alla mia amata spugna di mare, di cui non ho ancora trovato una valida alternativa sostenibile e che effettua quotidianamente una micro-esfoliazione delicata. Unita a pochi prodotti esfolianti molto soft, che acquisto raramente e mi durano anche più di un anno.
Per il corpo invece, ho capito che la mia pelle risponde comunque bene a una detersione idratante e a formule all’Urea per le zone critiche.
Meno prodotti, meno stress per la pelle, meno plastica e uguali (anzi forse più) risultati.
Maschere viso
Non sono mai state un mio mai senza e, con il tempo, ho smesso di acquistarle del tutto.
Ne ho provate tante, spesso come omaggi e alcune mi sono anche piaciute molto.
Però non le ho mai vissute come un vero rituale di relax, né come un passaggio indispensabile.
Oggi preferisco pochi prodotti giusti e costanti nella routine quotidiana.
Le maschere, per me, sono diventate superflue.
Oli corpo
Qui il distacco è stato più difficile.
Gli oli corpo, soprattutto il Babylove di DM, sono stati per anni una presenza fissa nella mia doccia.
La combo olio + crema mi aveva aiutata tantissimo, soprattutto sulle gambe.
Ma, proprio per ridurre la plastica monouso, ho scelto di eliminarli.
Non è stato immediato e all’inizio ne ho sentito la mancanza.
Poi mi sono abituata e oggi mantengo la pelle delle gambe ugualmente morbida utilizzando la solita crema all’Urea, che per me è diventata un vero prodotto jolly e ha sostituito più referenze insieme.
Creme mani e corpo in tubo
Non le scelgo più per il packaging difficile da riciclare.
Preferisco:
- formati solidi
- vasi in vetro e barattoli in alluminio
- flaconi più facilmente riciclabili
Anche qui non è una regola rigida, ma una direzione.
Considerando la mia passione per le creme mani, anche questo è stato un cambiamento non da poco.
L’entusiasmo per i nuovi test però è sempre lo stesso e anzi, la gioia nel trovare packaging alternativi, è ancora più intensa.
Maschere per capelli
Ne usavo molte e le finivo spesso.
Col tempo però mi sono resa conto che, salvo rarissime eccezioni, i risultati non erano così diversi da quelli che ottengo oggi senza.
Con una routine capelli essenziale e qualche prodotto ben scelto, ho eliminato anche questo passaggio senza rimpianti.
Finora ho provato solo una maschera per capelli solida, che non mi ha convinta per l’uso continuativo e infatti ancora gira nel mio bagno.
Non escludo di provare altro, nell’attesa la mia hair care routine ne è priva.
Salviette umidificate
Le usavo soprattutto per rimuovere swatch o residui di make-up post trucco dalle mani.
Oggi lavo/strucco direttamente la zona.
Una piccola rinuncia, legata a un gesto di comodità, con un impatto concreto sui rifiuti.
Spugna corpo
Qui la verità è al 50%. Almeno per ora.
Io non la uso più, Ivan sì, quindi probabilmente quando sarà da sostituire ne riacquisterò una per lui.
Io ho smesso di usarla quasi senza accorgermene. Non l’ho trovata quando volevo sostituirla e con il passare dei giorni mi sono abituata.
Ora sono mesi che non la uso e posso dire di averla eliminata del tutto, cosa che un tempo mi sembrava impensabile, visto che addirittura mi mancava se stavo fuori casa per due giorni.
Un segnale forte e chiaro di come un’abitudine ci sembri insostituibile quando invece non lo è.
Duck Fresh Discs – Ricariche
Per molto tempo sono stati una presenza fissa nei miei finiti.
Da tanto non acquisto più le ricariche in plastica, perché le considero assolutamente superflue.
Vorrei eliminare anche la versione in stick, che saltuariamente ho preso, ma è comunque nociva per l’ambiente acquatico.
Al momento non ho trovato un’alternativa sostenibile e nemmeno una soluzione in tabs o polvere davvero convincente, però è da un po’ che lascio anche gli stick.
Per ora quindi, solo le ricariche rientrano ufficialmente tra i prodotti che non acquisto più, in attesa di una soluzione migliore per salutare definitivamente anche gli stick.
Meno prodotti, più ConsapevolBELLezza
Guardando questa lista mi rendo conto che molti dei prodotti che non acquisto più non sono stati eliminati per estremismo, ma perché non erano davvero necessari.
In alcuni casi li compravo semplicemente per abitudini consolidate.
Riducendoli ho semplificato la routine, creato meno rifiuti e dato più valore a ciò che resta.
Questo articolo chiude il mini filone nato con i top sostenibili 2025 e proseguito spontaneamente con i prodotti che riacquisto sempre.
Tre punti di vista diversi, ma complementari, per raccontare un percorso realistico e in evoluzione.
Continuo a sperimentare, a scoprire nuove alternative, realtà locali o negozi più sostenibili e a lasciare spazio al cambiamento.
C’è un prodotto che voi avete smesso di acquistare senza nemmeno accorgervene? O che avete deciso di non acquistare più a malincuore?
Raccontatemelo nei commenti.
Se volete restare in argomento scelte sostenibili, vi invito a leggere qualche altro articolo:
- 2 ANNI DI ABITUDINI SOSTENIBILI
- 1 ANNO DI SCELTE SOSTENIBILI
- NUOVE ABITUDINI
- ALTERNATIVE SOSTENIBILI PER LA CASA
- FLOP SOSTENIBILI
- COSMETICI SOLIDI
- MENO PLASTICA
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Un bacio grande
Lara
