Capito il nostro tipo di pelle arriva il momento di scegliere i prodotti adatti.
Ed è qui che le cose si complicano un po’.
Prima di parlare delle referenze che consiglio per costruirsi una beauty routine, credo quindi sia importante parlare degli ingredienti dei cosmetici.
Cos’è l’INCI e cosa significa
INCI, la parola che si usa spesso parlando di cosmetici e suona come una strana sigla a chi si approccia al mondo del beauty, sta per International Nomenclature of Cosmetic Ingredients .
Corrisponde all’elenco delle sostanze contenute in ciascun prodotto, quello riportato in etichetta. L’ordine ne rispecchia la quantità in modalità decrescente.
Il primo, spesso l’Acqua, è quello in concentrazione maggiore, i quattro o cinque a seguire sono i principali. Gli altri via via in percentuali minori, fino agli ultimi quasi inesistenti.
Guardare soprattutto i primi posti, permette di farsi un’idea di quello che si sta per utilizzare o acquistare. Gli ingredienti però possono essere attivi, volti alla reale performance, ma anche funzionali e indispensabili per la texture/realizzazione del prodotto.
Il discorso INCI è molto ampio, complesso, anche controverso e spesso crea più confusione che altro, soprattutto all’inizio.
In questo articolo voglio solo darvi qualche spunto su cui riflettere o da approfondire per creare un vostro punto di vista. Tutto questo discorso infatti si può legare anche ad un pensiero di ciascuno verso l’ ambiente, la sostenibilità e l’inquinamento.
Ambito in cui non entrerò oggi, ma che, unito a quello della performance, può influenzare le decisioni di ognuno.
Nel mio caso, questo si è tradotto anche in una maggiore attenzione al packaging, alla quantità di prodotto che utilizzo e alla scelta di alternative più sostenibili quando possibile.
Gli ingredienti in sé sono tantissimi e solo biologi, chimici e cosmetologi, possono capire davvero una formula. Valutare i singoli ingredienti nell’ INCI è inesatto, ma personalmente trovo che conoscere i principali e sapersi orientare, anche grazie ai feedback dall’uso dei prodotti nel tempo, aiuti molto il consumatore.
Siliconi, Parabeni, SLS, SLES….
Spesso si legge senza Siliconi, Oarabeni, Oli minerali, SLS, SLES. Che cosa sono? Ci interessa che non ci siano? Dipende!
I siliconi ad esempio sono polimeri ricavati dal silicio ed hanno una forte azione filmante. Dimethicone e Ciclopentasiloxane, i più frequenti, e molti altri con nomi/desinenze simili.
Alcuni sono volatili, quindi evaporano, altri invece rimangono creando una specie di pellicola su pelle o capelli.
Usati in creme, prodotti per lo styling e make-up riescono a creare un film che migliora esteticamente e soprattutto al tatto capelli e pelle, dando un effetto levigato e liscio.
Colpisce in positivo, ma in realtà non porta migliorie.
Inerti, non causano alcun problema alla pelle, ma tendono a creare un film protettivo, che evita sì la perdita d’acqua, ma anche che alcuni attivi penetrino.
Su questo ci sono varie linee di pensiero, che vi invito ad approfondire, ma semplificando ai minimi termini, la panoramica è questa.
SLS e SLES, per esteso Sodium Lauryl Sulfate e Sodium Laureth Sulfate, invece sono tensioattivi piuttosto aggressivi usati per sciogliere lo sporco.
Sono economici e creano la piacevole schiuma di detergenti, shampoo o e gel doccia.
Tendono però a sgrassare in modo eccessivo, togliendo anche lo strato idrolipidico, che non dovrebbe essere alterato per evitare squilibri.
I tensioattivi naturali sono l’alternativa che permette di lavarsi altrettanto bene, in modo delicato e a volte anche con schiuma annessa.
I Parabeni invece sono dei conservanti ritenuti “potenziali interferenti endocrini”.
Capaci di interferire quindi sulla funzionalità delle ghiandole, che producono ormoni. Per la loro capacità di penetrare in profondità. Limitati in quantità e in tipologia dall’ Unione Europea, nella maggior parte dei casi sono riconoscibili, perchè caratterizzati dalle desinenze -parabene, paraben.
Discorso diverso invece per oli minerali e paraffine, quindi Paraffinum Liquidum e Mineral Oil per fare due esempi. Veri e proprio derivati del petrolio, che non portano alcun beneficio, semplicemente filmano.
Davanti a queste informazioni ognuno può scegliere come muoversi.
Alcune persone non possono rinunciare all’effetto levigante e disciplinante dei siliconi o all’abbondante schiuma di alcuni prodotti detergenti. Altre diversificano, cercando di escludere alcuni ingredienti da tipologie di prodotti come skin care e hair care, ma li accettano ad esempio nel make-up. Magari con un occhio attento verso possibili alternative più naturali. Questa è anche la mia posizione.
Nel momento di passaggio dalla cosmesi classica a quella naturale ci possono essere dei problemi di adattamento e ci vuole del tempo per capire cosa è meglio per sé. Spesso infatti la performance a cui eravamo abituati non sarà così facile da raggiungere. Ci vorranno tempo e prove.

Prestiamo sempre attenzione
È importante dire che anche i cosmetici naturali possono nascondere delle insidie, perché alcuni ingredienti naturali possono irritare, creare reazioni o semplicemente non essere adatti alla pelle di chi li usa.
I più difficili sono gli Oli Essenziali, ma anche alcuni Oli come quello di Cocco o Mandorle Dolci, che possono favorire l’ insorgere di imperfezioni.
Altra precisazione necessaria riguarda la chiarezza dell’INCI. Se infatti dal discorso può sembrare abbastanza semplice, in realtà spesso dietro singola alla dicitura non c’è un solo ingrediente, ma un preparato. A base di tal ingrediente, ma in composizione e percentuale diverse.
Pertanto le variabili possono essere infinite e a pari nome ci sarà differenza di qualità e quantità.
Inoltre per legge, al di sotto dell’1% non è obbligatorio inserire gli ingredienti in ordine decrescente, quindi le aziende possono decidere di far precedere gli attivi più noti ad altri, solo per rendere la formulazione più appetibile.
Il passaggio alla cosmesi naturale porta spesso una tendenza anche inconscia ad eliminare da tutto le sostanze citate in maniera intransigente.
In realtà è l’esperienza di ciascuno a fare la differenza, accompagnata dal buon senso e dalla flessibilità. Informandosi, provando e capendo come il nostro corpo risponde, si impara a regolarsi e ad utilizzare i prodotti migliori per noi.
Anch’io negli anni ho imparato a non ragionare più per “giusto o sbagliato”, ma per mio equilibrio.
Più che darvi risposte definitive, spero di avervi dato gli strumenti per iniziare a orientarvi. Perché è proprio da qui che nasce una routine davvero consapevole.
A questo punto possiamo passare alla detersione viso, primo vero step pratico della routine.
E se volete esercitarvi con la lettura degli INCI vi lascio alcuni gruppi di articoli dove ne troverete parecchi:
Al prossimo post
Un bacio grande
Lara
* Questo contenuto è stato aggiornato nel tempo per riflettere al meglio il mio approccio attuale alla ConsapevolBELLezza e alla sostenibilità.
